Bach Le Variazioni di Goldberg

Bach Le Variazioni di Goldberg
BWV 988

di Riccardo d'Auria

Interprete
Glenn Gould pianista

Sin dal primo ascolto Glenn Gould affaccia lo stesso dilemma di Johann Sebastian Bach.
Da dove proviene la virtù ?  Da dove il talento ? 
E la capacità di capire con un colpo d’occhio l’ultimo approdo delle cose comuni, e poi di quelle universali ?

Bach si allontanò poco dalla propria città natale. Oggi lo definiremmo, se dessimo importanza solo agli spostamenti, un provinciale.
Pare non avesse orizzonti culturali eterogenei, non ci sapeva fare con le persone, era insofferente verso l’autorità, dava peso ai beni materiali, si concedeva convintamente ai piaceri della vita.
Cantava bene come pochi, era un eccellente organista ed un infaticabile procreatore: di figli e di musiche.

Glenn Gould appare nelle interviste un uomo schietto, ironico, divertito, anticonvenzionale, perplesso e disinteressato nei confronti del potere costituito, non attratto dagli eventi di massa e poco convinto nel raccontare se stesso.
Viaggiò parecchio, anche dove nessuno osava: l’Unione Sovietica del dopoguerra.
Cosa incuriosisce il bigottismo europeo?  Che un canadese che non ha mai visto una scuola di musica tedesca o italiana, che ha studiato pianoforte con un cileno, organo e composizione con docenti britannici possa essere il più alto interprete mai esistito di Johann Sebastian Bach.

E Bach e Gould sono due soli  nella lettura del senso cosmico della vita.
La vita, l’universo, la struttura dell’essere raccontano della perfezione matematica dell’immanente, della sua tensione struggente e permanente verso l’infinito, della concatenazione non irragionevole degli eventi e della loro evoluzione.
Così quello che Bach compone, e Gould esegue.
Sembra Gould abbia la capacità di penetrare i recessi più profondi della logica e delle e emozioni di chi ha composto restituendole a noi che non avremmo autonomia per riuscirvi.
Le letture di Gould sono lucide, senza pompa, hanno  un suono squadrato.
La tessitura si srotola senza fine.
Lasciano senza fiato le soluzioni tecniche, le scelte stilistiche.
Quello che sembra uno eccezionale esercizio, scuote l’animo con violenza abbandonandolo esausto quando il pezzo termina.

Le Variazioni di Goldberg di Gould sono la migliore incisione su disco di questa partitura.
Non v’è possibilità di replica.
Gould è Bach.
Ascoltando le Sonate di Beethoven e di Mozart per pianoforte eseguite dal pianista canadese, il suo stile è altrettanto irripetibile. Ma è il suo stile a dare valore infinito a Beethoven e Mozart, e a dare vita a Bach. E dire che Gould dichiarava apertamente che Bach non fosse il suo compositore prediletto.

Tornando a quanto scritto più sopra.
Il talento evidentemente non proviene dalla conoscenza del mondo, dai vasti orizzonti culturali, dalla capacità di avere rapporti con gli altri, dall’amore per qualcosa.
Parrebbe correlato all’intelligenza, e Bach e Gould ne hanno ad abundantiam, all’impegno, incontestabile in entrambi, alla genialità.
Forse è quest’ultima la vera scintilla che accomuna il teutone al canadese: sono geniali.

Le dita di Gould scorrono sulla tastiera con la confidenza di chi ha eseguito le musiche di Bach all’infinito.
La penna di Bach verga le note con la velocità di colui la cui mano fatica a tener dietro alla rapidità con cui il pensiero libera il viluppo di note.
Talvolta viene da pensare che se Johann Sebastian avesse potuto disporre degli strumenti informatici per composizione odierni e di una buona fotocopiatrice, avrebbe triplicato la propria produzione.

Le Goldberg potrebbero essere un pappone per chi le ascolta.
Chi sente una qualsiasi delle due edizioni discografiche ufficiali di Gould cambia idea.
E cambia idea sull’intera produzione bachiana.
Vecchia, pesante, pomposa, ridondante: ascoltate Gould e non troverete una sola nota senza senso, un solo attimo indigeribile, una sola ripetizione che si ripete.

Di chi è l’incisione del Preludio e Fuga in Do, n. 1 tratta dal primo libro del Clavicembalo ben temperato di Bach inclusa nel Voyager Golden Record e collocato sulla navicella Voyager 1 che procede nello spazio alla ricerca di civiltà aliene? Di Gould. Verreste sulla terra per conoscerlo ?

  • CD: 1955 - 1981 - 2012
  • Dischi: 2
  • Registrazione: ADD (1955) - DDD 1982
  • Etichetta: Sony Music Classical
  • Durata: 38 minuti e 40 secondi (1955) - 51 minuti e 20 secondi (1982)