Suite per violoncello con Mario Brunello

Suite per violoncello con Mario Brunello
BWV 1007-1012

di Laura Poli

Interprete
Mario Brunello, violoncellista

Il violoncellista veneto Mario Brunello ha registrato nuovamente, dopo quindici anni, le Suite bachiane. Egli cura il suono e il timbro con estrema attenzione.

L'incisione, all'Auditorium Santa Cecilia di Perugia, è stata realizzata in acustica naturale, una ripresa del suono che asseconda la scelta interpretativa di Brunello. La ripresa segue sempre da vicino il suono, le sue più sottili trasformazioni.
Per la registrazione sono stati utilizzati cinque microfoni panoramici a condensatore, posizionati a differente distanza dall'esecutore. Non vi è stato alcun intervento di manipolazione audio sul suono naturale.

L'Oratorio di Santa Cecilia venne ultimato nel 1690, è quindi contemporaneo di Johann Sebastian.

Nell'introduzione alle Suites, scrive Mario Brunello:  
« La "solitudine intimidatoria" è una immagine delle sei Suites per violoncello di Bach capace di mettere in evidenza una verità che si manifesta a ogni esecuzione, sia nell’interprete, sia nell’ascoltatore.
Ho portato molte volte la musica di Bach in luoghi dove questa "solitudine intimidatoria" di solito è non solo una sensazione, ma una presenza. Le cime delle montagne e il deserto vivono di solitudine e là il silenzio, nel quale sono immersi, diventa l’elemento "intimidatorio".

Ma se quel silenzio si trasforma in respiro, ambiente, una sorta di “liquido amniotico” nel quale l’idea creativa del compositore diventa suono, forma, allora anche la solitudine, vista come elemento che esclude , si apre e invita alla condivisione.
Questo è il concetto che mi ha portato a rileggere, ripensare e a arrivare a una nuova registrazione delle Suites.

La rilettura arriva in genere dopo una lunga frequentazione, l’opera ha ormai una sua conformazione, un suo posto ben preciso nell’immaginario dell’interprete. In questo momento i particolari possono avere un peso che può spostare il baricentro di ogni piccola forma all’interno della Suite e su questo mi sono concentrato.
L’esperienza del suonare Bach per pochi e in luoghi inusuali, mi ha fatto poi ripensare a una possibile esperienza di ascolto (pur parlando qui di riproduzione) che provasse a escludere il fatto di essere “davanti” all’esecutore, bensì “insiemeall’esecutore.

Così, la scelta di avere come obiettivo, nella registrazione, un suono “vicino”, quasi che l’ascolto possa sostituirsi all’azione e al sentire dell’esecutore, sentirne i movimenti e il respiro.

Mi piace paragonare le Suites per violoncello di Bach a delle galassie sonore.

Avvicinarsi alle Suite, infinitamente piccole nella forma rispetto alla loro sterminata profondità, è come avvicinarsi alle microscopiche meraviglie della natura, che sono però la chiave per scoprine l’immensità ».


Mario Brunello ha ovviamente avuto modo di approfondire negli anni la sua conoscenza delle Suites per violoncello. Presso la Scuola di Musica di Fiesole, dal 10 al 12 marzo e dal 17 al 19 marzo 2010, il violoncellista dedicò a ciascuna Suite un'intera serata, eseguendo due volte la Suite in programma. Fra le due esecuzioni, egli svelava i segreti delle Suites.
Nella serata dedicata alla Suite n. 1, si affrontava il discorso dei manoscritti e delle fonti musicali a noi pervenute.
Per la Suite n. 2, si approfondiva la provenienza della forma "Suite", l'origine delle danze che la compongono e di come Bach sia riuscito a adattarle allo strumento.
La serata della Suite n. 3 era dedicata al violoncello, al suo suono, alla tecnica di suono dell'epoca di Bach.
Per la Suite n. 4, si aveva modo di seguire l'evoluzione dell'interpretazione di queste composizioni, dai grandi esecutori del passato, da Pablo Casals nel 1937, ai giorni nostri.
Nella serata della Suite n. 5, Mario Brunello raccontava la sua interpretazione e le ragioni delle sue scelte musicali.


  • CD: 2010, marzo
  • Dischi: 3
  • Registrazione: DDD
  • Etichetta: Egea SCA 156