Bach Le suite per violoncello (spartito)

Bach Le suite per violoncello (spartito)
edizione basata sui manoscritti di Anna Magdalena Bach

di redazione

Titolo:
Johann Sebastian Bach - Suites per violoncello
Autore:
a cura di Enrico Dindo

Mi sembra molto interessante riportare alcuni passi della premessa di Enrico Dindo alla sua edizione dello spartito delle Suites bachiane.

« Le Suites di Bach sono per noi violoncellisti  opere con le quali ci si può misurare ogni giorno della propria vita, sapendo benissimo che non si arriverà mai a un risultato soddisfacente, e io credo che questo sia il loro fascino.


[Le Suites] sono talmente distanti da noi, dalla tecnica esecutiva odierna, e dalle peculiarità del violoncello moderno, che la loro riproduzione ci pone di fronte a problemi di carattere non solo interpretativo, ma soprattutto tecnico e filologico.


Il violoncello in quel periodo aveva corde molto differenti da quelle che usiamo noi oggi e anche l’arco era differente, quindi i risultati timbrici e l’uso delle articolazioni erano molto diversi rispetto al concetto odierno di suono e di fraseggio... [...]

 
La gioia però che trasmettono è un’emozione di cui sarebbe ingiusto privarsi, quindi la mia ricerca si dirige verso l’avvicinamento ai colori e alle articolazioni dell'epoca, suonando però il violoncello moderno con l’arco moderno e cercandone consapevolmente il limite... [...]


I manoscritti originali di Bach non ci sono pervenuti, siamo però in possesso di manoscritti autorevoli anche se a volte contrastanti fra loro; io ho scelto come testo base quello di Anna Magdalena, che trascriveva abitualmente la musica di [suo marito].


La scrittura di Anna Magdalena non è sempre perfettamente leggibile, l’interpretazione delle sue articolazioni richiede spesso l’intervento della nostra logica, e questo aumenta il divertimento.


In molti casi, è piuttosto evidente quanto un’articolazione fosse non solo possibile, ma anche efficace sullo strumento di allora e quanto invece sia complicato sul nostro


Le differenze fra le mie articolazioni e l’originale sono il frutto di queste considerazioni e il risultato di una ricerca di equilibrio fra rispetto del testo e efficacia dell'articolazione.


Le diteggiature seguono una logica che predilige l’uso delle corde vuote, concetto essenziale se si pensa alla scrittura polifonica delle Suites e all’esigenza di poter suonare una linea mentre un’altra ancora “risuona”: anche per questo le Suites dovrebbero sempre essere eseguite in luoghi dal riverbero generoso.

[...]


Questa edizione nasce semplicemente dal mio desiderio di condividere questo lavoro con chi ha la mia stessa passione per la musica e lo stesso amore per il violoncello e le Suites... ».



La Staatsbibliothek di Berlino ha messo in rete i manoscritti di Anna Magdalena Bach delle Suites per violoncello

http://www.bach-digital.de/receive/BachDigitalSource_source_00001200


In altre occasioni, Enrico Dindo aveva dichiarato di aver suonato pochissime volte integralmente in pubblico le Suites:  « Preferisco "pensarle", le Suites di Bach, perché intime, personali. Quando le devo rendere reali al violoncello, temo di non riuscire a concretizzare abbastanza l'idea che ho in mente ».

Le Suites sono il suo pane quotidiano: « Suono le Suites da quando ero bambino, e non c'è giorno in cui non ne esegua almeno una... ».
Per lui, è una necessità, fisica e psicologica.

Al giugno 2010 risale la sua terza esecuzione integrale in pubblico a Milano per la Società del Quartetto: « Sono una fatica immane; alla fine ti senti spossato, provi la sensazione fisica di aver dato tutto, e l'impressione di aver raggiunto una dimensione spirituale superiore ».

Il violoncellista aveva utilizzato, nel concerto in due serate a Milano alla Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, per la prima volta la sua personale edizione delle Suites basata sul manoscritto di Anna Magdalena.  

Gli spartiti di questa edizione li teneva nel suo computer da almeno otto anni: « Mi sono costruito nel tempo un'edizione personale, partendo dal manoscritto di Anna Magdalena e continuando a cambiare le annotazioni, a cancellarle, a cestinarle e finalmente a salvarle ».

Il suo strumento antico è stato montato in maniera moderna, con corde d'acciaio: su di esso, il violoncellista ricerca colori barocchi « più vicini a un violoncello con corde di budello ».
  • Formato: 22,0 x 30,7 cm
  • Prezzo: euro 18,00
  • ISBN: 978-88-50719-32-7
  • Edizioni: Carisch 2010
  • Pagine: 50