Albert Schweitzer

Albert Schweitzer

La lingua musicale di Bach è la più plastica e precisa che possa esistere perché ha radici e derivazioni proprio come qualsiasi lingua parlata.
Nelle sue opere si trova tutta una serie di temi elementari nati da immagini visive, ognuno dei quali dà origine a una famiglia di temi leggermente diversi a seconda delle diverse sfumature dell'idea che egli vuol tradurre in musica.

Spesso la stessa radice appare così in venti o venticinque varianti diverse poiché Bach, per esprimere un'idea, ritorna sempre alla corrispondente formula fondamentale.
Abbiamo in tal modo i temi dei passi (Schrittmotive ) per descrivere l’arresto o l’esitazione, i temi sincopati della stanchezza e quelli della quiete efficacemente espressi con una tematica lenta e cullante, i temi di Satana che evocano l’idea di un fantastico strisciare serpeggiante, i temi a due note legate per esprimere la sofferenza sopportata nobilmente, i temi cromatici di cinque o sei note per esprimere il dolore cocente, e infine i numerosissimi temi per significare la gioia.

Tutti i motivi caratteristici di Bach si possono far rientrare in queste categorie che non sono più di venti, poiché la ricchezza del loro linguaggio non consiste nel gran numero di temi diversi, ma nelle infinite svariatissime inflessioni che lo stesso tema prende di volta in volta […]

Così egli può esprimere ogni idea con sorprendente evidenza, e specialmente per la descrizione del dolore e della gioia la sua musica ha una tale varietà di sfumature che non si trova presso nessun altro musicista.

G. S. Bach Il musicista-poeta edizioni Suvini Zerboni, 19985 pp. 321-322