Massimo Mila

Massimo Mila

« Quando [Bach] morì, la sua musica era ormai sepolta sotto l’alluvione dello stile galante. [Ma] l’aspettava la più strepitosa delle vittorie. Per mezzo secolo il suo nome circolò soltanto in clandestinità, in una ristretta cerchia di adepti : figli e nipoti, non soltanto nella carne e nel sangue, ma nello spirito, cioè allievi e allievi di allievi che conservavano gelosamente copie manoscritte del Clavicembalo ben temperato , e le usavano nell’insegnamento. 

Combinazione, questi allievi di allievi di Bach furono maestri dei più grandi musicisti romantici, come quel Neefe che a Bonn, cent’anni dopo la nascita di Bach, divinò il genio di Beethoven.

Ammiratore di Bach era quel polacco Adalbert Zwiny che avviò alla musica il bambino Fryderyk Chopin.

In una Vienna tutta tintinnante di minuetti, Concerti e Sinfonie il barone van Swieten conservava come un tesoro segreto la raccolta delle musiche di Bach e di Handel e le rivelava a Mozart, accendendo nel suo genio occasionali fiammate d’entusiasmo contrappuntistico da cui il suo stile usciva irrobustito e ascendeva verso la complessità della Sinfonia Jupiter , verso la dialogica polifonia teatrale delle Nozze di Figaro e del Don Giovanni  »

 

da :

Massimo Mila La vecchiaia di Bach  Torino : Accademia delle scienze, 1981 p. 13-23 

grazie alla disponibilità del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, Trieste