Una raccomandazione per Bach
Signore,
Scuserete, Signore, un antico e fedele servitore che si prende la libertà di importunarvi con questa lettera.
Quattro anni sono ormai trascorsi da quando mi faceste l'onore, Signore, di rispondere con bontà a una richiesta che vi avevo rivolto. Ricordo che vi auguravate, nella vostra benevolenza, di aver notizie della mia sorte, ed è appunto questo che farò, da servitore obbedientissimo, con la presente missiva.
Voi conoscete le vicende della mia vita, a partire dalla mia giovinezza, almeno fino al cambiamento che mi condusse a Kothen dove trovai un amabile principe, appassionato di musica, presso il quale avevo sperato un tempo di poter finire i miei giorni. Il destino però decise che questo principe sposasse una Principessa di Bernburg, e da quel momento l'inclinazione del Principe per la musica si fece sempre più tiepida, soprattutto a causa del fatto che la novella Principessa sembrava essere insensibile alla musica.
Alla Scuola di San Tommaso di Lipsia stavano cercando un Director Musices e Kantor. Benché in un primo momento ritenessi che non convenisse a un Kapellmeister diventare Kantor, e perciò fossi rimasto incerto per tre mesi prima di prendere una decisione, quella sistemazione mi venne illustrata così favorevolmente(e tenuto conto che i miei figli sembravano interessati a proseguire gli studi) che finii per assumere il rischio e mi presentai a Lipsia e superai l’esame.
Occupo ancora questo posto, ma trovo che:
1) questo servizio non è poi così vantaggioso come mi era stato descritto;
2) una gran parte degli introiti straordinari sfuggono a quelle funzioni;
3) la vita qui a Lipsia è molto cara;
4) le autorità sono soggette a degli sbalzi d’umore e non hanno molto interesse per la musica, di modo che devo vivere fra contrarietà quasi perpetue, oggetto di invidia e di persecuzione.
Mi vedo dunque costretto, con l’aiuto dell’Altissimo, a cercar fortuna altrove.
Se voi, Signore, conosceste o trovaste una sistemazione conveniente per un fedele servitore, vi pregherei di rilasciarmi una benevola raccomandazione. Quanto a me, non mancherò di essere riconoscente per la vostra raccomandazione e intercessione.
I miei proventi attuali consistono in settecento talleri, e quando ci sono un po’ più di morti del solito, gli straordinari aumentano in proporzione; ma quando l’aria è salubre, come l’anno scorso, questi redditi straordinari per i funerali si riducono a meno di cento talleri.
Potevo vivere meglio in Turingia con quattrocento talleri che in questa città con quasi il doppio, in considerazione del costo eccessivo della vita.
Devo anche fare i conti con la mia situazione familiare.
Mi sono risposato, dopo che la mia prima moglie morì a Kothen. Del primo matrimonio, sono ancora in vita tre figli e una figlia, che avete potuto vedere, Signore, a Weimar, e di cui avrete la bontà di ricordarvi. Mio figlio maggiore è studente di Legge, gli altri due vanno ancora a scuola, uno in prima, l’altro in seconda, e la figlia maggiore non si è ancora sposata.
I figli del secondo matrimonio sono ancora piccoli, il più grande ha solo sei anni.
Sono tutti musicisti nati e posso già formare con la mia famiglia un complesso di voci e strumenti, tanto più che la mia seconda moglie Anna Magdalena canta molto bene come soprano e anche mia figlia maggiore canta abbastanza bene.
Ma non vorrei oltrepassare i limiti della buona creanza disturbandola oltre, Signore, e mi affretto a concludere, rimanendo per la vita, con tutto il rispetto possibile,
l’obbedientissimo e devotissimo servitore
Joh. Sebast. Bach
Lettera di Johann Sebastian Bach a Georg Erdmann a Danzica
Erdmann e Bach si erano conosciuti a Ohrdruf (Sebastian a quel tempo non aveva ancora dieci anni, e Georg tre anni di più) e poi si erano ritrovati a Lüneburg.
Rimasero in ottimi rapporti, e Erdmann era andato a trovare il suo amico a Weimar, come leggiamo nella lettera.
Il tono ossequioso di Bach è legato alle consuetudini epistolari dell'epoca.
« Questa lettera è il documento conosciuto più intimamente personale di Bach » [ Philippe Lesage Anna Magdalena Bach Genève 2011 ]

