Wilhelm Furtwängler

Wilhelm Furtwängler

   La musica di Bach « possiede una quieta sicurezza di costruzione, ossia una combinazione in sé pienamente equilibrata degli elementi melodici, armonici e ritmici, che non manca mai di destare meraviglia.

L’armonia delle proporzioni di tutte le opere di Bach e il saldo articolarsi di tutte le singole parti, collegate con il senso di un riposare in sé come dal principio – così caratteristico del sentimento vitale di Bach - danno a questa musica qualcosa di trascendente l’individuo, nel significato più appropriato del termine.

Mai ci appare tanto palese la stupefacente superiorità della musica di Bach, mai possiamo meglio toccare con mano la diversità della sua musica, in confronto alle opere degli altri, di quando la paragoniamo a musicisti della sua epoca, per esempio a Vivaldi, dal quale egli ha molto assimilato e rielaborato. Persino la folgorante creazione del grande Handel suscita un’impressione di arbitrarietà, di capricciosa eccentricità, accanto alla quieta, imperturbabile coerenza del pensiero musicale bachiano. Qui la concentrazione sull’istante è legata a una inaudita vastità, l’immediato compimento del momento si combina con un dominio dell'insieme veramente sovrano. […] la musica di Bach è un esempio di sicurezza biologica e di forza naturale, quali in musica non troviamo in altri.

Proprio questo però determina la sua posizione particolare che pure non è avvertibile nella sfera del conscio. Da un lato questa musica è certamente spontanea, immediata, plastica, serrata ; dall’altro, però, rimane sempre ciò che è, non esce mai da se stessa, non abbandona mai il suo mistero. Disdegna di allettare e di rivolgersi con eccessiva immediatezza agli uomini : forza e indolenza, tensione e distensione, ondeggiante vita e profondissima quiete sono in essa uniti in modo unico e incomparabile.

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Ognuno dei brani musicali viene condotto fino alla sua definitiva conclusione, seguendo la legge, seguendo ciò che l’ha messo in moto, o meglio, percorre da solo questa sua via, conduce se stesso alla fine. Chi ha costruito questi Cori e queste Fughe, le ha fatte sviluppare e le ha portate a compimento, non sembra un uomo, ma lo spirito del mondo che governa, lo stesso artefice del mondo. » 





Wilhelm Furtwängler  Ton und Wort Wiesbaden 1954 (traduzione italiana di Oddo Piero Bertini : Suono e parola Torino 1977)