Le Suite per violoncello

Le Suite per violoncello

La Suite, dal punto di vista formale, è costituita da una successione di « danze », che, nel corso dei secoli, si sono sempre più stilizzate.

Nelle Suite bachiane, precede le danze un Preludio, che contiene il messaggio più pregnante di tutta la composizione.

Segue un’Allemanda, in origine danza tedesca piuttosto solenne, che conserva, del carattere primitivo, il ritmo binario, l’andamento moderato e l’inizio « in levare ».

Dopo viene una Corrente, di origine francese. La nota di partenza (identica alla prima nota della seconda battuta) anche qui è « in levare ».

La Sarabanda successiva, in origine brano maestoso in ritmo ternario, viene trasformata da Bach in un pezzo dal contenuto sommesso e lirico.

La Giga, di origine inglese, costituisce il movimento più rapido della Suite e la sua conclusione.

 

Ai tempi di Bach, Allemanda, Corrente, Sarabanda non si danzavano più, mentre erano ancora legate al ballo i brani che Bach pone fra la Sarabanda e la Giga finale :

i Minuetti, antiche danze francesi di Corte, in tempo ternario, di vivacità moderata  (Suite n. 1 e n. 2) ;

le Bourrée danze francesi originarie della regione dell’Auvergne, in tempo binario, piuttosto vivaci e gaie (Suite n. 3 e n. 4) ;

le Gavotte danze popolari francesi poi nobilitate in danze di Corte, in tempo binario, di andamento moderatamente vivace e saltellante (Suite n. 5 e n. 6) .

 

 

Le Suite per violoncello bachiane sono straordinarie anche dal punto di vista della tecnica strumentale. Bach ha sondato i limiti estremi delle possibilità dello strumento : per le loro caratteristiche artistiche e tecniche, le Suite sono a misura dei più grandi virtuosi. Forse per tale motivo un tempo i violoncellisti rimandavano la loro esecuzione in pubblico o in disco quasi alla fine della carriera, attualmente invece si affrontano quasi appena usciti dal Conservatorio.

L’intonazione dei passaggi, delle note doppie e degli accordi, la loro esecuzione suppongono delle notevoli capacità tecniche.

 

Per la Suite n. 5, Bach prescrisse che la corda del « La » venisse accordata un tono più basso. in « Sol ». La « scordatura » creava delle sonorità inedite. Abbassando la prima corda, si diminuisce la sua tensione, e quindi la sua risonanza. All’epoca di Bach, il violoncello disponeva di un manico più corto di quello in uso ai nostri giorni. I violoncelli moderni presentano una tensione maggiore rispetto a quelli barocchi per la maggiore lunghezza del manico, per le corde e per l’accordatura

più alta : non reagirebbero bene all’abbassamento del La a Sol. Molti violoncellisti di oggi con strumenti moderni suonano con l’accordatura normale, malgrado le difficoltà.

 

La Suite n. 6 fu composta per uno strumento a cinque corde (Do Sol Re La Mi) ; ai tempi di Bach, i violoncellisti non usavano ancora la posizione del pollice, e quindi gli strumenti a cinque corde erano diffusi, accanto a qulli a quattro corde.

Questa Suite esige una estrema abilità tecnica, quando si esegue sui violoncelli moderni. Particolarmente difficili gli accordi di quattro suoni.

 

  

 

Che cosa sono queste Suite ? In che cosa consiste la loro sublime grandezza ?

È difficile spiegarlo a parole. Affidati allo strumento più dolce, più umano, più struggente, ecco che la musica ci trasmette i sentimenti più naturali dell’uomo, il dolore, la gioia, la malinconia, la serenità, la dolcezza, l’angoscia, la solitudine. Ma spesso questa musica sembra qualcosa di più. e talmente profonda da parere la voce stessa di Dio che ci placa, ci travolge. Oppure la voce della natura, dei suoi oceani tumultuosi, immensi, infiniti, delle sue foreste impenetrabili, misteriose, delle sue montagne arditissime che ci fanno dimenticare le miserie della vita quotidiana.

Nelle Suite, è un Bach intimo, raccolto, che si rivolge come in segreto ai pochi disposti a ascoltarlo. Il violoncello diventa la sua stessa voce con cui legge alcune pagine del suo diario personale.

                                                                                                                      Laura Poli